PROCESSO A CALCIOPOLI DUE ANNI DOPO
(Inverno 2008)
Il dibattito su “Calciopoli due anni dopo” organizzato dalla nostra associazione ha ottenuto un’attenzione significativa da parte dalle televisioni e siti locali, oltre che da parte di SKY. Difficile dire in che misura i giornalisti presenti potranno diffondere i contenuti del dibattito, che comunque è stato di grande valore per la competenza di coloro che sono intervenuti, l’avvocato Petrini e gli “avvocati” Mario Sironi e Mario Pasta con i loro contributi, Giancarlo Padovan, Gigi Moncalvo e l’avvocato Gian Paolo Zancan con il loro verdetto.
Un verdetto che prende atto del fatto che una sentenza è una sentenza, anche quando dice che il nero è bianco e che il quadrato è rotondo (come è il caso di quella con cui la Figc ha condannato la Juventus), e che quindi come tale va accettata. Un verdetto, questo è il punto, che contiene una forte raccomandazione che i dirigenti della Figc dovrebbero tenere assolutamente presente, se non vogliono continuare ad avallare una farsa di giustizia.
Primo. Nel processo sportivo si applichino i principi del giusto processo (art. 111 della Costituzione).
Secondo. La giustizia sportiva abbandoni la famigerata responsabilità oggettiva; la responsabilità delle Società sia tale solo quando sia dimostrato che l’illecito di un suo iscritto abbia effettivamente inciso sul risultato sportivo.
Terzo. I giudici siano scelti tra persone di provata indipendenza almeno un mese prima dell’inizio del procedimento e possano restare in carica soltanto due anni.
Queste richieste giuridiche sono molto più importanti di quanto non sembri a noi profani di diritto: se fossero state in vigore, la Juventus non solo non sarebbe stata condannata, ma il “processo” non avrebbe neppure avuto inizio.
Ciò detto, resta da aggiungere che per noi dell’ANAJ quel processo farsesco dovrebbe essere cancellato. Perché ciò avvenga ci resta ancora la speranza di una decisione della Corte Europea, che finora non si è pronunciata, ma che ha accolto la richiesta di Giulemanidallajuve, in cui si dichiari che quel “processo” è da rifare. Per noi tifosi non rassegnati resta ancora la necessità di trovare strumenti, circostanze, iniziative che ricordino a tutti che bisogna RISTABILIRE LA VERITA’.
Gli scudetti sono 29. Due sono stati rubati: si tratta di restituirli ai legittimi proprietari.
