LA SPERANZA

7 Marzo 2008

Il superprocuratore Palazzi non dormiva. Aspettava. Aspettava che il giudice dell’udienza preliminare si pronunciasse. Il giudice ha decretato che il magistrato inquirente aveva torto, che Milan e Inter con le plusvalenze non hanno commesso il reato di falso in bilancio perché, come riportano i giornali, non c’è il “dolo specifico” richiesto dalla legge. Anche chi non sa cosa vuol dire capisce che è solo questione di avere dei bravi avvocati. Alla luce dell’assoluzione per assenza di dolo, il deferimento di Inter e Milan, avvenuto ieri, si potrà forse tradurre in una censura e una multa; nulla in confronto alla non validità dell’iscrizione al campionato che sarebbe stata la conseguenza dell’accusa del pm Noverino.
Ci resta da vedere se dei bravi avvocati dimostreranno che anche la vendita del marchio a se stessi (cosa fatta dall’Inter) non è reato. Anche su questo punto Palazzi non dorme. Aspetta. Così come si aspettò che per il caso passaporti falsi si giungesse alla sentenza definitiva. Illustri giornalisti spiegarono che bisognava attendere l’operato della magistratura; e che non bisognava sparare sentenze prima del tempo. Quando la sentenza fu di colpevolezza, il Palazzo non indagò e loro tacquero.
Non si aspettò, invece, quando si trattò di linciare la Juventus. E, soprattutto, il Palazzo non aspettò neppure l’inizio del processo per inscenare il suo grottesco processo “sportivo”.  “Giulemani dalla Juve” lo ha impugnato presso la Corte Europea. L’unica speranza viene dall’Europa. Come per i rifiuti, come per la legge sulla tv. E’ però una debole speranza. Perché le pressioni istituzionali sulla Corte sono enormi. E perché l’iniziativa non è della Juventus, ma soltanto degli innamorati della Juventus.

Paolo Bertinetti