LETTERA APERTA AI SOCI
30 Maggio 2008Torino, 29 febbraio 2008
Cari Soci, carissimi Amici bianconeri,
dobbiamo rimboccarci le maniche! La normalizzazione è in atto in modo massiccio. Tutti ci spiegano che calciopoli fu una cosa regolare (o quasi), che lo scudetto regalato vergognosamente all’Inter ormai è cosa fatta, che dobbiamo guardare al futuro e non recriminare sul passato.
Questa è la linea di tutti i media; si parla bene della Juve e dei suoi dirigenti solo perché è tagliata fuori dalla lotta per lo scudetto; e si sproloquia sulla futura campagna acquisti della Juventus di modo che i tifosi sognino e dimentichino ciò che è stato. Ma basta che la Juve si avvicini alla Roma perché tutti i giornali diano ampio spazio alle dichiarazioni di Totti sulla “Juve ladrona”. E quando c’è l’ennesimo favore all’Inter titolano “Inter come la Juve?”. Cioè affermano che la Juve rubava e chiedono soltanto (suggerendo che la risposta è no) se per caso ruba anche l’Inter.
Attenzione: sono meccanismi astuti e pericolosissimi, che confermano subdolamente l’idea che il linciaggio contro la Juve era giusto perché la Juve era colpevole. D’altronde la debolezza della lettera di Blanc e Cobolli alla FIGC sta proprio lì. Invece di dire “siamo stati puniti INGIUSTAMENTE”, dice “abbiamo pagato duramente”, cioè abbiamo pagato per le nostre colpe. Non dobbiamo cadere in questa trappola mediatica. Dobbiamo riaffermare in ogni modo e circostanza che la Juve NON era colpevole e che non permettiamo a nessuno di dirci che dobbiamo dimenticare.
L’unico giornale che dava spazio alla voce dei tifosi non sognatori e che diceva almeno in parte che cos’è Collina e che cos’è Moratti (“il peggio del mondo del calcio”, sosteneva l’avvocato Chiusano) erano Tuttosport e il suo Direttore Padovan. Padovan non è più Direttore. Ci sono i blog, i giornali on-line, i siti dei tifosi. Tutte cose importanti, ma accessibili soltanto a chi è in grado di andare su Internet. Il giornale lo può comprare chiunque e lo si può leggere al bar. Speriamo che almeno un mensile, Magazine Bianconero, possa di nuovo uscire. Speriamo che qualche altro giornale, magari di Padovan, possa nascere. Nell’attesa usiamo ogni possibilità, lettere o email ai giornali, telefonate durante le trasmissioni televisive, per fare ancora sentire la nostra voce.
C’è sempre la piccola speranza, grazie a “giulemanidallajuve”, della Corte Europea. Se ci fosse una sentenza che annulla calciopoli, bisognerà comunque combattere perché farsopoli non si ripeta. E sarà più facile farci sentire se già adesso ci saremo fatti sentire. Noi dobbiamo fare il nostro “dovere” di juventini, magari anche con una manifestazione a Roma davanti alla FIGC (ma è difficilissima da organizzare), sapendo che le scelte della proprietà e le strategie della dirigenza non ci hanno aiutato e non ci aiutano.
Sul piano mediatico è stato un disastro. Sul piano della campagna acquisti (dopo la svendita dei campioni avvenuta nel 2006) è stato un quasi disastro. Abbiamo sempre detto che i soldi da investire erano pochini e che comunque erano stati investiti male; con l’eccezione di Iaquinta. Non ha aiutato il fatto che nel CdA non ci fossero persone addentro al mondo del calcio (a parte Tardelli che presto è stato emarginato e poi congedato). Bettega era in posizione defilata e poi è stato congedato anche lui. Non è rimasto nessuno, a parte Secco. Ma i dirigenti, anche in quanto amministratori, hanno avuto un comportamento discutibile. Nel Prospetto relativo all’aumento di capitale si chiedevano risorse agli azionisti per oltre 100 milioni di Euro “principalmente a sostegno dei nuovi investimenti in diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori che saranno effettuati a partire dalla prossima Campagna Trasferimenti” (pag. 96 del Prospetto Informativo) cui ha corrisposto nella campagna acquisti immediatamente successiva un saldo tra acquisizioni e cessioni di poco meno di 27 milioni (che derivano da investimenti per un valore complessivo di 52,4 milioni e cessioni per un valore complessivo di 25,8 milioni come indicato a pag. 9 e 10 della Relazione Trimestrale al 30 settembre 2007). Se a questo si aggiunge che al 30 giugno 2007 la società vantava crediti verso società del settore per campagne trasferimenti degli anni precedenti (al netto dei debiti della stessa natura) per oltre 40 milioni di Euro (dati ufficiali di bilancio) appare chiaro che le risorse raccolte non sono state impiegate secondo le modalità annunciate. A questo si aggiunga l’incertezza sulla questione, centrale per il futuro della Juventus, dello stadio; e il fatto che, parrebbe di capire, la cessione della società proprietaria dei terreni intorno al centro sportivo di Vinovo precederebbe un abbandono del progetto di sfruttamento commerciale del complesso.
Sul “Corriere della Sera” Sconcerti ha scritto un articolo in cui (guardandosi ben dal dire perché la Juventus si trova nell’attuale situazione) faceva notare che le “servono grandi campioni” per poter competere ai massimi livelli, soprattutto tenendo conto della sicura partecipazione alle Coppe Europee (è indubbio che la Juventus arriverà almeno sesta); cosa che, come insegna l’esperienza assai difficile di Roma, Fiorentina e persino Milan, presuppone l’esistenza di un parco giocatori in grado di garantire un turn over di qualità. E, aggiungeva Sconcerti, tenendo conto che Del Piero e Nedved avranno un anno di più, i campioni da acquisire sono quelli che mancano ora più quelli che faranno rifiatare o sostituiranno i due campioni simbolo dell’attuale Juventus. La cifra annunciata oggi (35 milioni), anche se spesa bene, è assolutamente insufficiente.
Il discorso però non si può fermare alla critica dei dirigenti e alla gratitudine per i calciatori che, di fronte alle offese della stampa e degli avversari, hanno retto con grande dignità. Diviene inevitabile a questo punto affrontare il tema della proprietà. Dopo l’aggressione mediatica di cui è stata oggetto, la Juventus ha la necessità di un’azionista forte, disponibile ad investire in termini di risorse finanziarie e di impegno per dotare la società di una struttura patrimoniale, finanziaria e manageriale adeguata e la squadra di una rosa all’altezza della tradizione. Il debito di riconoscenza verso la famiglia Agnelli per quello che è stato fatto nella storia societaria non può impedire di rilevare che l’attuale proprietà non ha svolto questo ruolo di azionista forte. Il nostro auspicio è che gli attuali proprietari, o alcuni fra loro, assumano questo ruolo segnando una forte discontinuità con il comportamento tenuto dall’estate 2006 ad oggi. Oppure che la proprietà (lo diciamo con rammarico) individui gli acquirenti in grado di garantire le risorse e le competenze indispensabili. Noi, comunque, andiamo avanti con le nostre forze. Intanto i Soci dell’area torinese che possono dedicare all’ANAJ un’oretta prima della partita sono invitati a mandare il loro numero di telefono e indirizzo ad Alberto Rossetto (alberto.rossetto@unito.it). Rimbocchiamoci le maniche! Alé Juve!
Paolo Bertinetti
