Ricorso (mancato) al TAS

14 Dicembre 2006

Quest’estate Tuttosport pubblicò i nostri consigli ai tifosi bianconeri. Uno diceva grosso modo così. Alla partita bisogna sempre sostenere la squadra e i giocatori; non bisogna fischiarli, ma incitarli. Le critiche, semmai, possono essere rivolte all’allenatore o ai dirigenti, se si pensa che commettano degli errori.
In quest’ultimo caso, però, non per spirito avverso. Al contrario: perché noi tifosi e loro dirigenti vogliamo la stessa cosa, il successo e la buona riuscita della nostra squadra. Solo che noi la vogliamo in assoluto; loro compatibilmente con le proprie possibilità, che sono quelle definite dalle strategie della proprietà. La differenza maggiore riguarda la scelta iniziale di dichiararsi gravemente colpevoli, quando persino la stessa accusa non  invocava la violazione dell’art. 6 (illecito). Per cui persino i tifosi della squadra i cui dirigenti furono beccati con la valigetta piena di soldi ci danno dei ladri; e gli arbitri, non solo a Genova, ci fischiano regolarmente contro (pronti, in caso di proteste, a proclamare che di nuovo la Juventus li vuole condizionare). Comunque, diversamente da alcuni tifosi, io penso che il presidente Cobolli sia stato assai abile nel governare la barca Juventus nella tempesta. Credo anche che le dimostrazioni di “fede bianconera” che si sono raccolte intorno alle espressioni di fierezza del nostro Manifesto gli siano state utili nel riproporre l’immagine positiva di una squadra che nonostante la cagnara mediatica continua  a mantenere quasi tutti i suoi milioni di tifosi. E in un momento delicato proprio su Tuttosport fu pubblicato il nostro invito ad appoggiare il Presidente Cobolli.
Su alcune proposte, anche se in parte condivise, la scelte della società sono state diverse da ciò che ci si aspettava. Perché, fu spiegato, l’indignazione dei tifosi era grande e giustificata, ma la ragione imponeva, purtroppo, di metterla a tacere. Diceva un grande filosofo francese che ci sono delle ragioni, le ragioni del cuore, che la ragione non è in grado di sentire. E che invece bisognerebbe ascoltare. E’ di queste ragioni del cuore (soprattutto il ricorso al TAS per ristabilire la verità storica, con un’ iniziativa che al massimo poteva venire respinta, ma senza rischio di penalità) che noi dell’Associazione ci siamo fatti interpreti.
E continueremo a farlo, sperando di essere in sintonia con la dirigenza e con la proprietà; e sostenendola con decisione per tutto ciò che di buono fa. Quando avremo un parere diverso lo diremo, ma sempre, come dice il nostro statuto, al fine di promuovere l’immagine vincente e la storia vittoriosa della Juventus. E ci farebbe piacere che l’on. Paniz accettasse di diventare Socio Onorario della nostra Associazione, per aiutarci, dall’alto della sua posizione e delle sue competenze, a formulare nel modo più efficace i suggerimenti e le eventuali proposte che a nostro avviso possano servire a fare di nuovo grande la nostra squadra del cuore.

Paolo Bertinetti, Presidente dell’Associazione Nazionale Amici della Juventus
Pubblicato su “Tuttosport” il 5 dicembre 2006