DOPO IL CdA

20 Luglio 2009

La nostra Associazione è quella degli AMICI della Juventus. Ed è stata creata, nel pieno di Farsopoli, per difendere la dignità, la storia, le vittorie e i 29 scudetti della nostra squadra. Il suo compito è quello di difendere la Juventus e di denunciare le manovre, le falsità e gli accordi di potere dei suoi nemici (ovviamente Inter in testa). Ma l’Associazione si è anche riservata, come dice il suo statuto, di essere voce critica, di indicare quelli che sono gli eventuali sbagli e le possibili mancanze della società: perché possa fare meglio, e perché possa rimediare allo scempio di Farsopoli.
Nessuno di noi fa il giornalista o l’aspirante giornalista sportivo, nessuno di noi deve farsi benvolere da qualcuno. Possiamo dire ciò che pensiamo e ciò che riteniamo sbagliato perché lo diciamo nell’interesse della Juventus. Sperando di essere ascoltati. Forse lo siamo stati più di quanto non appaia.
Gli “esperti” juventini che sono a libro paga, direttamente o indirettamente, contano sul fatto che la gente ha la memoria corta. Fino a ieri presentavano le cose che dicevamo noi come malignità o fantasticherie. Adesso incominciano a dire le stesse cose pure loro. Una cosa però continuano a non dirla. La rinuncia al TAR e, ancor più di quella, la rinuncia al TAS è stato uno sbaglio clamoroso. Dopo l’esito del processo di Roma, un esito positivo di quello di Napoli (relativo all’ad. Giraudo; la parte su Moggi pare destinata alla prescrizione) dovrà indurre la società a chiedere alla Figc la revisione del grottesco processo di Farsopoli. Questo per adesso lo diciamo solo noi e le altre associazioni e siti di juventini non rassegnati. E continueremo a dirlo.
Nel frattempo giungono però curiose coincidenze tra noi e la società Juventus. Abbiamo sempre detto che nell’estate 2006 la Juve aveva venduto sette campioni per fare cassa; non che i sette campioni se ne erano andati. Io ho sempre detto e scritto che Cannavaro, insignito del Pallone d’Oro per una stagione giocata in BIANCONERO, avrebbe dovuto essere invitato dalla Juventus a venire allo stadio torinese a festeggiarlo. L’altro ieri, su “La Stampa”, così dichiarava a proposito di Cannavaro l’ad Blanc: “Non avevamo alternative, gestimmo la trattativa in maniera elegante, soprattutto ricavammo un prezzo altissimo dalla cessione al Real Madrid”. In altre parole, Cannavaro non è uno che se n’è andato,  ma è un professionista che la società aveva venduto a caro prezzo, con grande vantaggio economico.
Eppure non solo molti tifosi delle curve chiamavano “traditori” lui e gli altri basandosi sui servizi giornalistici (a loro volta basati sui comunicati della società), ma gli stessi “juventini” che imperversano in tv e su qualche giornale ci presentavano come faziosi quando dicevamo che era la Juve che li aveva venduti, e non che loro se ne erano andati. Bene. Adesso lo dice Blanc.
Blanc, come l’ultimo CdA ha evidenziato definitivamente, è l’uomo di fiducia di John Elkan, cioè della proprietà. Non se ne intende molto del calcio italiano (fino all’altro ieri neppure di calcio), ma è a lui che fanno capo tutte le decisioni. Da qui bisogna partire per valutare quel poco o tanto che possiamo fare per essere utili amici della Juventus (quelli che dicono sempre sì non sono di nessuna utilità).
La proprietà non intende vendere, per il momento non intende cambiare dirigenti (un futuro per Lapo? Sembra più una trovata giornalistica che un’intenzione) e vuole investire ma non più di tanto.
1) Questo, anche se la società non lo dice, significa non immaginare (per il momento, certamente …) una squadra con tre obbiettivi, scudetto, Champions e Coppa. Ma neanche con due.
2) Blanc, ce lo assicurano gli esperti, è un bravo ad. Ciò detto, la Juve ha bisogno di un ds, Secco ha bisogno di qualcuno al suo fianco per il mercato (tutto quel parlare di Diego, di quanto ha fatto salire il prezzo?), Ranieri, se resta, ha bisogno di altri preparatori.
3) E se non resta è meglio Gasperini. Dicono che non ha esperienza internazionale. Spalletti sì: infatti a Manchester ne ha presi sette. Ma il problema sta in altri termini.
4) Questa Juventus, con rinforzi così limitati, può pensare solo al campionato e alla Coppa Italia. La Champions è per squadre che hanno ben altro organico: alla Juve mancherebbero almeno altri due fuoriclasse e almeno altri tre bravi giocatori, con una panchina di campioni e non di pur bravissimi primavera.
5) Lo scenario cambierebbe decisamente se il mercato riservasse positive sorprese.

Questa è la cosa che bisogna dire chiaramente alla proprietà. Se volete una squadra da Champions e Campionato dovete investire di più; e spendere bene, a differenza di quanto è avvenuto negli scorsi anni. E in questo caso l’investimento dovrà riguardare anche l’allenatore. Se alla Juve va bene (per il momento) avere come obbiettivi massimi il 2° posto e l’accesso agli ottavi, allora è un altro discorso. Il problema è come fare in modo che questa ovvia verità giunga a chi decide. Noi, per intanto, dobbiamo proclamarla in ogni sede possibile
L’altro punto resta quello da cui siamo partiti: la revisione di Farsopoli. Per questo obbiettivo resta ancora la speranza “europea” promossa da giulemanidallajuve. Ma al tempo stesso non dobbiamo stancarci di porlo come il dovere che la società Juventus deve onorare per rispetto della sua storia. Questo lo diciamo perché siamo AMICI della Juventus: scurdammoce ‘o passato lo lasciamo dire ai suoi nemici.

     Paolo Bertinetti