Ricorso al TAS
14 Dicembre 2006Caro Direttore, nei giorno scorsi Tuttosport ha pubblicato molti interventi relativi alla “necessità” di un ricorso della Juventus al Tribunale Sportivo di Losanna, dando anche notizia di un sito in cui si raccolgono le richieste dei tifosi in tal senso, petition on line (e un altro sito “giulemanidallajuve” riporta i dati di un piccolo plebiscito a favore del ricorso).
Nelle settimane scorse la stessa dirigenza della Juventus aveva espresso tale intenzione. Tuttavia ora tutto tace. I maliziosi sostengono che si vuole fare un altro piacere all’Inter, dopo che già gli è stato fatto quello di dargli Ibrahimovic (che ne è il trascinatore, come nel primo anno alla Juve) e Vieira a metà prezzo. Qualche malpensante addirittura ha il dubbio che, non decidendo nulla per il momento, si finisca di non decidere nulla anche per il futuro, perché i termini per fare ricorso al Tas potrebbero scadere.
Mi sembra molto curioso che, dopo averlo detto e ripetuto, la società non voglia che, a proposito degli scudetti revocati e di quello regalato ad altri, si cerchi di ottenere giustizia. Tanto più che ora l’artefice della revoca alla Juve e dell’assegnazione all’Inter, l’interista Guido Rossi, si permette di fare il furbo a proposito del pallone d’oro a Cannavaro. Come dissi un mese fa in una trasmissione televisiva, se non era Buffon a vincerlo, andava benissimo Cannavaro, perché nella stagione 2005-06 (che è quella a cui il premio si riferisce) aveva vinto lo scudetto con la Juventus; e poi il mondiale. In quanto alla preferenza per Cannavaro è ovvio a tutti (tranne che ai soliti moralisti antijuventini), che Buffon non ha il difetto di essere un portiere, ma ha quello di essere ancora della Juve: una squadra che agli occhi della stampa internazionale (che ha preso per buona la campagna di stampa italiana) è colpevole di ogni male. Sono i nostri moralisti, che adesso si lamentano, gli artefici della “eliminazione”di Buffon e del premio a Cannavaro (quello che, pensate un po’, all’inizio dei mondiali aveva detto ciò che pensava sul linciaggio contro la Juve).
Cannavaro ora è al Real; e questo lo ha aiutato per il premio; ma poi sappiamo che Zambrotta è al Barcellona, Vieira e Ibrahimovic all’Inter, Mutu alla Fiorentina. In una lettera che in agosto Le mandai da Londra dissi che apprezzavo molto lo slogan di Lapo Elkan riferito ai campionissimi rimasti (i cinque samurai), ma mi auguravo che non si dovesse cambiare lo slogan in quello dei “tre moschettieri”. In base alle ultime dichiarazioni, tra pochi mesi temo che ci saremo. Anzi, non vorrei che lo slogan da usare divenisse quello dei “due orfanelli”.
Va benissimo che ci siano molti giovani bravi (a proposito, ma allora la vecchia dirigenza non ha fatto solo cose riprovevoli, se la nuova dirigenza pensa di ricostruire la squadra grazie a quanto ha fatto la vecchia). Tuttavia, per essere da scudetto, non nel 2008, non scherziamo, ma almeno nel 2010, è necessario (come si fece con l’acquisto di Charles e Sivori in una situazione non molto diversa) comprare dei grandi campioni da affiancare ai giovani. La domanda non è “investiranno?”. La domanda è “quanto si vuole investire?”. Ma di questo, se crede, preferirei parlare un’altra volta. Quello che conta adesso, e che non costa niente (solo la parcella all’avvocato svizzero) è fare il ricorso al Tribunale di Losanna.
Paolo Bertinetti
Pubblicato su “Tuttosport” il 19 novembre 2006
