Resoconto dell’incontro del 26 maggio
3 Ottobre 2007L’Associazione Nazionale Amici della Juventus sabato 26 maggio u.s. ha tenuto in incontro tra i suoi soci nell’Aula Magna del Liceo D’Azeglio di Torino, i cui studenti quasi 110 anni fa, fondarono la Juventus. Luogo simbolico, come il gesto che ha preceduto l’incontro. A un anno di distanza dalla conquista del 29° scudetto, il Presidente Bertinetti, il responsabile del sito Alberto Rossetto, il tesoriere Gianni Volpi, si sono recati nel cimitero di Villar Perosa e hanno deposto davanti alla tomba di Giovanni e Umberto Agnelli un mazzo di 29 rose, tante quanti gli scudetti vinti dalla Juve.villar1.jpg
Nel corso dell’incontro si è data notizia che l’Associazione può vantare altri due illustri Soci Onorari. Uno nel campo della cultura, quello di Guido Davico Bonino, giornalista, critico teatrale, docente universitario, “iscritto” alla Juventus dal padre quando aveva solo tre ore (avete letto bene, tre ore). E uno, prestigiosissimo, nel campo dello sport: quello della campionessa del nuoto Federica Pellegrini.
Ai Soci presenti è stato dato il distintivo dell’Associazione. Verrà inviato a tutti i Soci che ce lo chiederanno, per posta o per email (a loro carico saranno solo le spese di spedizione).
Molti sono stati gli interventi sulla situazione attuale della Juventus; e molte le preoccupazioni. Al termine dell’incontro è stato infatti stilato una sorta di
Promemoria per la proprietà
1) Il calcio è lo sport più popolare di tutti, con milioni di tifosi dall’Asia alle Americhe. La Juventus è tuttora una delle 4 o 5 squadre più famose e amate del mondo. La sua popolarità costituisce un patrimonio enorme, che sarebbe suicida lasciar andare disperso.
2) Nel calcio del XXI secolo, come alle Olimpiadi, conta essere tra i primi tre (al massimo 4, se Platini non modificherà la Champions). Le posizioni successive sono premi di consolazione, che forse potrebbero bastare per un Garrone o uno Zamparini; ma che per una squadra associata nell’immaginario collettivo alla FIAT sarebbero invece il segno di una mediocrità perdente. Se sei proprietario della Ferrari, non la puoi gestire come la Toro Rosso.
3) Nelle dichiarazioni di allenatori, procuratori, ex-giocatori e giocatori, leggiamo che alla Juventus, per poter competere per uno dei primi quattro posti, servono almeno 5 o 6 giocatori di altissimo livello. Gli investimenti annunciati corrispondono a 3 o 4 giocatori di medio livello.
4) La proprietà (questa, o un’altra di pari peso) non può quindi che investire in modo massiccio per ottenere l’unico risultato sensato da un punto di vista industriale (a maggior ragione da un punto di vista tifoso). Continuare con investimenti così contenuti sarebbe una scelta di mediocrità che non gioverebbe a nessuno. Sin dall’estate scorsa, nel momento in cui si smantellava una delle più forti squadre del mondo, e si incassava e si risparmiava sugli ingaggi, si doveva pensare a come investire il ricavato per ricostruire una grande squadra.
5) Poiché la RAI e Mediaset hanno da promuovere altre squadre, sarà indispensabile che l’attuale proprietà (o altra futura proprietà) stabilisca una strettissima sinergia con l’unico grande gruppo televisivo restante, cioè Sky. E’ nell’interesse reciproco, perché una grande televisione è indispensabile a “proteggere” una squadra che in Italia continuerà ad essere bersaglio di ogni attacco; mentre a un gruppo internazionale può essere utile affiancarsi a una delle squadre più popolari del mondo
La proprietà è padronissima di ignorare questi cinque punti. Per noi sarà comunque il Pentateuco su cui regolare le nostre iniziative e le nostre posizioni. Se una svolta non ci sarà, i tifosi potranno in ogni caso continuare a sostenere la loro squadra del cuore appassionandosi alla lotta con l’Empoli per un settimo posto Uefa.
Iniziative precise per l’immediato non ne sono state proposte. Ma è evidente che molto (tutto, forse) dipenderà dalla novità delle prossime settimane. Staremo attentissimi.
