Le motivazioni della sentenza di Napoli lasciano sperare che una Corte d’Appello non schiacciata da così pesanti condizionamenti ambientali riconosca la non colpevolezza penale di Moggi. Al tempo stesso esse dichiarano che il suo comportamento non determinò affatto i risultati delle partite e neppure la regolarità dei sorteggi. E ribadiscono inoltre ciò che tutti sapevano: simili comportamenti, ma assai più discutibili (l’Inter chiedeva esplicitamente “aiutini”, il Milan parlava direttamente con arbitri e guardalinee), erano praticati da tutti.
Solo Moggi e la Juventus furono invece indagati, con una disparità di trattamento scandaloso. Se Moggi e Juve fossero colpevoli, allora anche Inter, Milan e Lazio dovrebbero essere mandati in B. Se non sono colpevoli, allora alla Juventus deve essere restituito il maltolto.
Fa quindi benissimo la Juventus a procedere con la richiesta danni al TAR. Fa benissimo il Presidente Agnelli a chiedere di rifare il processo sportivo che scippò alla Juventus non solo lo scudetto del 2005, ma anche quello del 2006, non toccato da alcuna indagine, e che vergognosamente il Commissario interista Guido Rossi appiccicò sulle maglie dell’Inter.

Paolo Bertinetti

Molti anni fa, ai tempi di Trapattoni, quando la Juve giocava al Comunale, verso la fine del campionato andai a vedere Juve – Roma con un giornalista romano. Per non ricordo quale ragione non eravamo in tribuna stampa, ma in tribuna laterale, non lontano dalla curva. Alla fine del primo tempo la Juve vinceva uno a zero. Il giornalista non riusciva a capacitarsi per l’atteggiamento addirittura insofferente dei tifosi juventini, che non solo non si spellavano le mani, ma criticavano “sonoramente” il gioco secondo loro non abbastanza convincente della Juventus. Anche se vinceva uno a zero.
I tifosi juventini da ormai parecchi anni erano abituati al successo; e volevano il massimo. E fu ancora così, anche di più, ai tempi della Juve di Lippi e di quella di Capello. Non c’è quindi da stupirsi se, dopo l’infame sopruso di Farsopoli, i tifosi juventini pretendessero subito una squadra vincente. E criticassero quindi ferocemente la scelte sbagliate in campagna acquisti e le scelte discutibili degli allenatori; né dobbiamo stupirci che, in misura minore, lo abbiano fatto anche l’estate scorsa. D’altronde è più che legittimo che, se qualcosa non va, i tifosi lo facciano notare, suggerendo dove sarebbe opportuno intervenire per rafforzare la squadra, cosa sarebbe opportuno cambiare, dove sarebbe necessario comprare (la difesa, gente, la difesa!).
Ma quegli stessi tifosi, come si vede quando la Juve gioca in casa, nel suo nuovo stadio a misura di tifoso, di fronte al gioco deciso, generoso, a volte travolgente della Juventus, sono il dodicesimo uomo in campo. Che cosa entusiasma i tifosi del 2011? La probabilità della vittoria, il gioco determinato, sfrontato in qualche caso, per ottenerla.
Questo è il primo motivo, di carattere generale, che spiega l’entusiasmo. Mentre scrivo, la Juve non ha ancora giocato né contro la Lazio, né contro il Napoli. Comunque vada (poiché sappiamo che i ogni caso a gennaio si dovrà intervenire, poiché sappiamo che anche il terzo posto sarebbe un risultato positivo) comunque vada, questa Juventus merita il sostegno dei tifosi.
Un ulteriore motivo di entusiasmo è poi dato dalla resa di alcuni dei singoli giocatori. L’apporto dei nuovi: le geometrie raffinate di Pirlo (finché la salute lo assiste), le incursioni possenti di Lichsteiner, e le incursioni furibonde di Vidal, il nostro Attila sudamericano. E le conferme dei “vecchi”. Di due in particolare: Pepe, a cui Conte ha dato una missione da compiere in base a ciò che gli ha dato madre natura, e Marchisio, ovvero lavoro e nobiltà.
Il grande calcio ha bisogno di fuoriclasse. I tifosi hanno bisogno di idoli. Adesso questi ultimi ci sono (pronti, ahimè, ad essere infranti se le cose vanno male). Di fuoriclasse, però, ce ne vorrebbero ancora un paio.

P.S. Repetita iuvant. Allo stadio, sullo striscione dovrebbe esserci scritto “Inter ladri di scudetti”. E se lo striscione non c’è, nulla impedisce che il coro da scandire sia “Inter ladri”. Ladri, come minimo, stando all’inchiesta sulla vicenda Telecom per cui l’interista Tronchetti Provera è stato indagato (si dichiara innocente: ma Vieri, ad esempio veniva spiato “a sua insaputa” e a insaputa della Telecom stessa?)

Paolo Bertinetti

A fine settembre, in un articolo pubblicato su “calcio gp”, commentando il fatto che i legali di Luciano Moggi, in un’udienza al processo di Napoli, avevano fatto riferimento all’attività illegale di intercettazione telefonica da parte della Telecom, che allora faceva capo all’interista Tronchetti Provera, scrivevo così. “Questa vicenda, uno dei più vergognosi buchi neri della storia italiana recente, non è mai stata collegata come di dovere alla cronaca miserabile di Farsopoli: naturalmente, se era necessario appoggiare l’onesto Moratti, era evidente che, nonostante le spiate illegali della Telecom ai danni di Vieri”, i coraggiosissimi giornalisti sportivi facevano finta di niente. Quella vicenda, che tra l’altro ha visto la morte misteriosa di un uomo, per quanto riguarda le vicende calcistiche dimostra chiaramente che l’Inter, tramite la Telecom, aveva illegalmente praticato diverse forme di spionaggio telefonico ai danni di arbitri, calciatori e quant’altro. La conseguenza evidente, dicevo ancora in quell’articolo, era che “se quelli intercettavano illegittimamente chi volevano, era legittimo cercare di correre ai ripari con delle Sim svizzere. Quindi viene meno una delle principali accuse pretestuose di Farsopoli, quella secondo cui se Moggi aveva le Sim svizzere era perché aveva intenzione di fare qualcosa di illecito: se le era procurate per evitare di essere illecitamente intercettato”.
Pochi giorni fa, nel corso del processo Telecom, c’è stata una testimonianza di straordinaria chiarezza su questo aspetto della vicenda: grazie alla Telecom, l’Inter faceva opera illegale di spionaggio calcistico. Anche questa volta, con l’eccezione di Tuttosport, i media hanno cercato di fare finta di niente. Questa volta è stato un po’ più difficile. Qualcosa hanno dovuto dire. Vi lascio però immaginare quali articoloni e quali titoloni da “sbatti il mostro in prima pagina” avremmo dovuto sopportare se qualcosa del genere fosse stato fatto a vantaggio di Moggi e/o della Juventus.
E’ una cosa davvero scandalosa, è la dimostrazione di assoluta mancanza di dignità professionale che il giornalismo italiano, in quasi tutte le sue varianti, continui a nascondere in questo modo la verità. L’Inter, la squadra degli onesti, intercettava illegalmente PRIMA dell’inizio delle indagini di Napoli; e parlava con i designatori chiedendo direttamente aiutini. Cosa che non c’è in nessuna intercettazione riguardante Moggi. E ciò nonostante ci tocca leggere e sentire che l’Inter è la squadra degli onesti, che ha vinto, badate bene, che ha vinto il campionato del 2006 – e che quindi avrebbe vinto cinque scudetti di fila.
Ci tocca anche sentir dire che era una squadra fortissima, che ha vinto la Champions League. Questo è un falso. Ha vinto la partita della finale perché gli arbitri ce l’hanno fatta arrivare alla finale: in base ai suoi meriti calcistici non ce l’avrebbe mai fatta. La memoria è fallace, anche quella di molti tifosi juventini. Andatevi a rivedere le quattro partite contro il Chelsea e contro il Barça. Soprattutto queste ultime due, sia quella di San Siro, arbitrata da un buon conoscente di Mourinho, sia quella di Barcellona. Mai avrebbero vinto.
E adesso si lamentano dei rigori, gli onesti interisti. Che per anni sono stati aiutati in ogni modo, che in due campionati consecutivi non ebbero mai un rigore contro, che senza Farsopoli, nonostante gli aiutini, non avrebbero mai vinto niente neanche in Italia.

Paolo Bertinetti

Il TNAS, il Tribunale Nazionale Arbitrale per lo Sport, ha dichiarato di non essere competente per quanto riguarda la valutazione dei danni economici subiti dalla Juventus a causa di Farsopoli (va bene così, tanto più che implicitamente lascia intendere che per questo aspetto sarebbe giusto rivolgersi al TAR). Ma si è dichiarato competente per quanto riguarda gli aspetti strettamente sportivi, scudetto di cartone e scudetti veri.
Un comitato di tre (o cinque) esperti si pronuncerà nel merito. Chi saranno però gli esperti? L’interista Guido Rossi nominò tre suoi complici che regalarono all’Inter lo scudetto rubato alla Juventus. Saranno amici dell’Inter pure questi? Già abbiamo visto che, di fronte al TNAS, le tesi dell’Inter e della FIGC coincidevano perfettamente: è doveroso essere sospettosi.
Vedremo. Comunque, anche in caso di risposta sfavorevole, la Juventus potrà rivolgersi all’Alta Corte del CONI. Ma non possiamo ignorare che dopo la dichiarazione di incompetenza del Consiglio Federale e un eventuale parere negativo del TNAS sarebbe difficile sperare nell’oggettività dell’Alta Corte. Non possiamo perciò escludere che la dichiarazione di competenza e la nomina dei tre esperti da parte del TNAS serva soltanto a consentire all’Alta Corte di dare anch’essa parere negativo con il conforto di tale autorevole precedente. Spero di essere smentito dai fatti. A quel punto alla Juventus non resterebbe che rivolgersi al TAR su tutti i punti in questione; e anche, eventualmente, al TAS di Losanna. Chissà perché, ma continuo ad avere più fiducia negli organismi sportivi internazionali che non in quelli italiani.
Per la verità la Juve già si è rivolta all’UEFA a proposito dell’onestà dell’Inter. Gli argomenti (cioè le intercettazioni, che non lasciano dubbi) in base ai quali la Juventus è andata al TNAS, valgono anche per la Champions League. Per ragioni simili i turchi sono stati esclusi dalla Champions. Ma è anche vero che loro non hanno petrolieri al comando, mentre l’Inter sì. E’ probabile che l’esclusione non si concretizzerà; ma quello che verrà fuori nell’esame degli atti da parte dell’UEFA potrebbe comunque servire per la pratica scudetto di cartone in sede europea, se non si risolverà in sede italiana.
Tutte queste mosse legali corrispondono in pieno a quanto ha dichiarato il presidente Andrea Agnelli all’inaugurazione dello Stadio. E sono la conseguenza coerente di quanto da lui dichiarato al momento dell’assunzione della presidenza. Ha detto quello che pensava, quello che sapeva essere giusto. Nessuno ha dovuto suggerirgli alcunché. Ma è anche vero che se le sue dichiarazioni furono accolte con tanto entusiasmo dai tifosi juventini, se istituzioni e avversari percepirono subito che la sua posizione corrispondeva a un sentire condiviso da milioni di tifosi, una ragione c’è. Ed è perché sin dal luglio 2006 una minoranza di juventini, invece di cospargersi il capo di ceneri, dichiarò senza riserve che la Juventus era stata vittima di una colossale ingiustizia. Per quattro anni quella minoranza ha continuato la sua battaglia in ogni sede possibile, insultata dai tifosi di altre squadre e irrisa dagli stessi juventini opportunisti e furbetti. E’ stato l’impegno di quella minoranza a tenere vivo l’orgoglio gobbo e la consapevolezza dell’ingiustizia subita nella stragrande maggioranza dei tifosi.
Adesso, quando Andrea Agnelli proclama che gli scudetti sono 29 (il numero scritto, ad esempio, sul distintivo dell’ANAJ) tutti applaudono senza riserve. Anche gli opportunisti che dicevano che l’avvocato Zaccone era stato bravo, che non bisognava andare al Tar, che Blanc aveva ragione e non bisognava andare neanche al TAS, perché ormai il discorso era chiuso. E che quindi venivano citati dagli interisti a riprova del fatto che la Juve rubava: “ma se lo ammettete anche voi”, dicevano gongolanti. Invece di avere il buon gusto di tacere, adesso indossano le vesti dei coraggiosi paladini, dichiarando che gli scudetti sono 29 ecc ecc. Pronti, naturalmente, se le azioni legali non portassero ai risultati sperati, a spiegare al mondo che loro l’avevano sempre detto. E sbaglieranno di nuovo. Se anche sul piano giuridico tutto dovesse finire nel peggiore dei modi, le azioni legali della Juventus, come la testimonianza senza paura di quella minoranza, avrà fatto sì che milioni di tifosi juventini, pienamente consapevoli dell’ingiustizia subita, potranno essere orgogliosi dei 29 scudetti vinti sul campo.

Paolo Bertinetti

Signor Sindaco Renzi,
come si dice dalle sue parti, la madre degli imbecilli è sempre incinta. Tuttavia lasciare che gli imbecilli facciano e dicano impunemente ciò che pare loro significa avallare le loro imbecillità.
Immagino che (forse per incassare facili consensi elettorali) lei si sia a suo tempo “allargato” un po’, pronunciando le solite e ridicole accuse anti-juventine.
Comunque, adesso che ha incassato, non dovrebbe costarle molto spendere poche parole di condanna nei confronti dei cori vergognosi scanditi durante Fiorentina-Juventus.
Quando gruppetti di tifosi juventini facevano buh a Balotelli (cosa che avveniva in quasi tutti gli stadi italiani; e ora pure in quelli inglesi)   contro la Juventus intervenivano le massime autorità calcistiche.

Quando i tifosi viola addirittura si fanno beffe dei morti, le somme autorità calcistiche latitano.

Non sarebbe male che almeno la massima autorità cittadina trovasse il modo di pronunciare poche ma chiare parole di condanna per un
atteggiamento che non è degno non solo del nome di tifoso, ma neppure del nome di uomo.
Paolo Bertinetti, presidente ANAJ

Noi che sin dal luglio 2006 dicemmo che Calciopoli era Farsopoli, il frutto di un gioco di interessi e di un linciaggio mediatico il cui unico scopo era decapitare la Juventus;
noi che sappiamo bene che nei mesi e negli anni seguenti la Juventus fu gestita in modo sconcertante, economicamente costoso, mediaticamente perdente e calcisticamente inconcludente;
noi che ci rendiamo conto che la nuova dirigenza, con Andrea Agnelli presidente, ha ereditato una situazione debolissima, difficile da risanare in tempi brevi;
noi che abbiamo presente tutto questo – e proprio per questo – riteniamo che la resurrezione della Juventus, il suo ritorno a squadra di primissimo piano sulla scena italiana e internazionale, come lo era nel 2006, abbia bisogno di un investimento economico massiccio da parte della società. Continua a leggere »

Sabato 12 marzo si è tenuta l’assemblea dell’Associazione Nazionale Amici della Juventus, che quest’anno regala ai Soci l’abbonamento al settimanale “calcio gp” fino alla conclusione del campionato.
L’Assemblea, approvato il bilancio, ha discusso dei modi con cui proseguire nella sua “missione”: quella di ristabilire la verità, affinché venga restituito alla Juventus ciò che le è stato rubato da Farsopoli.
I Soci hanno poi espresso la loro soddisfazione per la nomina a Presidente di Andrea Agnelli e per la sua scelta di chiedere ufficialmente alla FIGC di rivedere le scelte sciagurate messe in atto dalla Federazione nell’estate 2006.
Pur essendo consapevole della situazione disastrata che la nuova dirigenza ha ereditato, l’ANAJ non può tuttavia non esprimere la sua delusione per la precarietà della situazione attuale. L’assemblea auspica pertanto che la società voglia impegnarsi in un consistente investimento economico, che possa consentire la ricostruzione di una Juventus  degna della sua storia, delle sue vittorie e della passione dei suoi milioni di tifosi.

Sono andato a rileggermi gli articoli e le lettere che avevo scritto per Tuttosport dall’estate 2006  al 2009. Non solo ho verificato che tutto quello che penso e dico adesso coincide con quello che pensavo e dicevo allora (a differenza di quei voltagabbana che allora approvavano Zaccone  e che adesso scoprono che Calciopoli fu una farsa). Ho anche verificato che, purtroppo, le mie previsioni sulle decisioni della FIGC e sul comportamento dei media (oltre che sulle cantonate “tecniche” della Juventus) si sono puntualmente verificate. Non perché sono un indovino. Ma perché se uno aveva presente chi aveva fatto nascere Farsopoli e chi (da Guido Rossi a Montezemolo alla Gazzetta dello Sport) aveva portato alla discesa in B della Juventus, chi aveva presente tutto questo e non era un leccapiedi, non poteva sbagliarsi. Continua a leggere »

La situazione attuale non è altro che il risultato di farsopoli, i cui effetti si faranno sentire ancora a lungo. Perfino il bravo Buffon si è (improvvisamente?) destato dal torpore ed ha dato la colpa “all’operazione del 2006″; per intanto io aspetto ancora che risponda alla domanda postagli da Mughini in diretta tv cinque anni fa: quanti scudetti ha la Juventus?
A mio avviso la colpa non è soltanto delle mezze tacche che fino ad oggi hanno polato la sede ed il campo, ma anche di quei tifosi (o pseudotali) che senza batter ciglio hanno accettato le decisioni di farsopoli, hanno accettato la serie B ed hanno avallato lo scempio operato dalla banda Elkann.
Ancora li sento quei pseudotifosi dire e scrivere nel 2006 che bisognava dare fiducia ai nuovi dirigenti, che il liquidatore dal doppio cognome era persona seria, che il projetò di monsieur La trinitè avrebbe dato i suoi frutti (questi, per l’appunto), che il Gionni era stato designato erede dall’Avvocato (ma per la Fiat, non per altro!).
La Juventus del 2006 era una delle squadre più forti al mondo (oggi avremmo già la terza stella sulle maglie) ed era un esempio per tutti per la gestione economico-finanziaria-patrimoniale.
E non mi si venga a dire che è soltanto una questione di quattrini!! Alla Juve di soldi non ne sono mai girati tantissimi fin dai tempi di Boniperti per arrivare alla Triade, eppure quanti campioni hanno vestito quella maglia e quanti successi hanno arricchito la bacheca societaria? C’era gente che sapeva lavorare dietro le scrivanie, c’era gente competente, c’era la fila per venire a giocare nella Juve.
Ma cosa pensavano questi pseudotifosi, di trovare un Boniperti dietro l’angolo, oppure che chiunque sia in grado di organizzare una società come lo aveva fatto la Triade? Continua a leggere »

Signor Presidente, signori dirigenti, signori azionisti, amici juventini,
Vorrei toccare, molto brevemente, tre punti. Innanzitutto desidero esprimere la mia soddisfazione (non solo mia, ne sono certo) per l’ingresso di Pavel Neved nel CdA, perché Nedved è stato una bandiera della Juventus, perché molto potrà ancora dare alla squadra e alla società e perché con lui, cosa importantissima,  entra nel Consiglio un uomo di calcio. Vi entra anche Marotta, pure lui uomo di calcio; e anche in questo caso il giudizio non può non essere favorevole. Resta da dire che l’attuale CdA risulta forse un po’ pletorico. Se così è, immagino che in un prossimo futuro si provvederà a sfoltirlo.
La nomina di Nedved mi pare la conseguenza coerente dell’impostazione data dal Presidente Andrea Agnelli al nuovo corso della società, che rivendica i due scudetti sottratti alla Juventus dal farsesco processo sportivo dell’estate 2006 e che esige (doverosamente, mi sembra si possa aggiungere) e che esige comunque, in ogni caso, la revoca dello scudetto di cartone assegnato all’Inter dal Commissario Straordinario interista Guido Rossi attraverso la complicità dei suoi cosiddetti “saggi”. Alle parole dovranno però seguire i fatti: e cioè l’impegno della società presso le autorità calcistiche affinché, nonostante la loro inerzia, vengano messe in atto le procedure necessarie per raggiungere tale risultato, e cioè per ottenere giustizia. Continua a leggere »

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